Il diritto alla privacy a scuola*

Il diritto alla privacy deve essere rispettato nell’ambiente scolastico, sia dall’istituto che dagli studenti.

Le scuole sono tenute a comunicare l’informativa nel rispetto dell’articolo 13 GDPR, e  ogni interessato può esercitare i diritti previsti dal Regolamento e cioè accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, portabilità e opposizione.

Nell’invio di circolari o comunicazioni scolastiche bisogna evitare di rivelare dati che rendano identificabili i singoli alunni.  Durante le attività scolastiche il corpo docente deve bilanciare il rispetto della privacy con le esigenze didattiche, per esempio quando si procede alla lettura in classe di temi che riportano informazioni su argomenti personali e delicati.

Gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato non sono considerati dati sensibili e sono pubblici. Nonostante ciò, nel pubblicare i voti scolastici l’istituto deve evitare di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti o altri dati personali. Tali informazioni devono essere inserite solo nell’attestazione rilasciata al singolo studente.

La scuola può fornire informazioni sull’andamento scolastico (vedi assenze, ritardi, voti, sanzioni disciplinari etc) ai genitori dell’alunno maggiorenne solo nel caso in cui questo abbia sottoscritto l’autorizzazione.

Su esplicita richiesta degli studenti, le scuole secondarie possono diffondere i dati relativi ai risultati scolastici e altri dati personali che non siano considerati sensibili o giudiziari, collegati all’orientamento, la formazione e inserimento professionale anche a privati e per via telematica. La scuola deve comunque informare gli studenti circa le finalità di utilizzo di tali dati (articolo 96 del Codice della Privacy)

Nel caso in cui le regole dell’istituto non prevedano diversamente, l’uso di tablet e smartphone è consentito per fini personali e nel rispetto del diritto e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte. Non è possibile diffondere o comunicare sistematicamente i dati di altre persone senza averle informate adeguatamente e averne ottenuto l’esplicito consenso. Tale regola si applica anche al caricamento di immagini e video su blog o social network o servizi di messaggistica istantanea, così come alla registrazione di lezioni per utilizzi non personali o per un’eventuale diffusione.

Non è solo l’istituto scolastico a dover proteggere adeguatamente i dati dei propri alunni, anche questi ultimi hanno l’obbligo di rispettare il diritto alla privacy di insegnanti e compagni di classe e di proteggere i dati personali di cui sono a conoscenza. In quanto cittadini devono rispettare la legge quando invadono la sfera privata di un altro soggetto. In generale, la diffusione di video, foto, e ogni altra informazione personale deve avvenire solo previo consenso degli interessati.

 

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*Questo post è stato preparato per una lezione incentrata sul diritto alla protezione dei dati personali e sull’uso dei dati generati durante la navigazione per studenti delle scuole superiori. Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa potete scrivermi all’indirizzo email: avvocato (@) ottanelli.eu

 

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