Internet e la protezione dei dati personali*

Da sempre utilizziamo le informazioni che abbiamo a nostra disposizione, su chi e cosa ci circonda, per interagire ed arrivare al nostro obiettivo. La nostra migliore amica non ci regalerà una piantina per il nostro compleanno se non abbiamo il pollice verde. Nostro fratello non ci chiederà di accompagnarlo alla partita se odiamo il calcio. Il cameriere del nostro ristorante preferito non ci consiglierà di provare il nuovo hamburger sul menù sapendo che siamo vegetariani. Il ladro che ci ha sentito dire sull’autobus che tra un mese partiamo per il giro del mondo aspetterà per venire a svaligiarci casa.

Adesso chi raccoglie informazioni su di noi e le utilizza per fini più o meno leciti, non sono solo gli esseri umani.

 

Grazie all’intenso uso che stiamo facendo delle nuove tecnologie informatiche, la quantità di dati personali a cui le autorità pubbliche e le imprese private hanno accesso non ha precedenti. Ogni click su internet, ogni singolo movimento del mouse, ogni tasto battuto viene raccolto, archiviato e analizzato sempre più velocemente e a costi sempre più bassi. La mole di Big Data che ogni secondo viene prodotta aumenta inesorabilmente.

La maggior parte di noi naviga su internet senza pensare che sta spargendo a destra e a manca informazioni che possono essere utilizzate per carpire ogni sfaccettatura del nostro carattere e stile di vita ed anche (e soprattutto) quei segreti che non abbiamo il coraggio di confessare nemmeno a noi stessi. Ogni “briciola di pane” che lasciamo in rete permette il nostro monitoraggio e ci fa diventare sempre più prevedibili e potenzialmente manipolabili.

Provate a cercare il vostro nome su un motore di ricerca. Scaricate i dati che Facebook e Google hanno raccolto su di voi da quando li utilizzate. Se noi abbiamo scordato di aver scattato una certa foto, se i nostri amici non ricordano che abbiamo scritto un determinato commento, se i nostri genitori hanno dimenticato dove siamo stati per festeggiare il loro anniversario, internet di certo non l’ha fatto e adesso ci conosce, forse, meglio di quanto noi conosciamo noi stessi.

Pian piano ci stiamo accorgendo che i nostri dati personali, raccolti mentre navighiamo su internet, ma anche durante la vita nel mondo reale, vengono utilizzati da terze parti per molteplici fini, non sempre tutti legali e talvolta anche in maniera poco trasparente. Se il mio dato può essere utilizzato in mille modi che mi possono tornare utili, ci sono altrettante (se non più) maniere di usarlo per crearmi un danno.

Ci fa comodo che internet sappia quale lingua parliamo e quali siano i nostri interessi perchè ci può suggerire risultati mirati sulla nostra personalità. Sarà invece dannoso che il prezzo che andremo a pagare per la nostra nuova giacca venga maggiorato perchè internet ha dedotto che abbiamo un tenore di vita sopra la media. Ancora peggio, se internet usa le nostre debolezze, come ad esempio uno stato momentaneo di sofferenza, per mostrarci risultati alle nostre ricerche che possono spingerci a compiere atti dannosi per noi stessi. Pensate a chi lotta con il sovrappeso e si vede la pubblicità di una pillola miracolosa che però non ha nessun riscontro scientifico. Senza scordare i furti di identità.

L’opinione pubblica, e per fortuna anche i legislatori, si stanno muovendo per permetterci di riacquistare il controllo dei nostri dati. Esistono vari strumenti che possiamo utilizzare durante la nostra navigazione per limitare la quantità di dati raccolti. A livello legislativo, il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR) introduce nuove regole per coloro che raccolgono i nostri dati per fini commerciali o professionali. Non va poi dimenticato che l’uso dei dati personali da parte dei cittadini privati è anch’esso disciplinato dalla legge. In generale, l’utilizzo di dati di altre persone è sempre subordinato al consenso della persona titolare.

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*Questo post è stato preparato per una lezione incentrata sul diritto alla protezione dei dati personali e sull’uso dei dati generati durante la navigazione su internet per studenti delle scuole superiori. Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa potete scrivermi all’indirizzo email: avvocato (@) ottanelli.eu

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