Treno (ad alta velocità) o aereo: questo è il problema!

Se all’inizio del Novecento era il treno a dominare il trasporto passeggeri sulle lunghe distanze, l’espansione del trasporto aereo degli ultimi sessanta anni ha ribaltato la situazione. A seguito del miglioramento del servizio di trasporto di Alta Velocità, il servizio ferroviario sta tornando protagonista e punta a competere con l’aereo (e/o a diventarne partner commerciale).

La scelta di viaggiare in treno o in aereo (o con qualunque altro mezzo) è dettata da vari fattori: il costo del biglietto, il tempo di percorrenza porta-a-porta, gli orari del mezzo di trasporto, la necessità di bagaglio, il motivo del viaggio, il confort, la sicurezza, l’accesso all’aeroporto/alla stazione, mezzo di trasporto preferito e l’impatto ambientale.

In Giappone, dopo l’estensione della rete di Alta Velocità è stata notata una flessione al ribasso della vendita dei biglietti aerei perché i treni avevano una frequenza più alta, erano meno costosi, erano più vicini al centro città e fornivano un servizio affidabile e sicuro (Taniguchi 1992, qui). Lo stesso è accaduto in Europa (European Commission, 1996, qui). Questo incremento di viaggiatori ha aumentato il potere di mercato delle compagnie ferroviarie che possono, normalmente, alzare i prezzi senza perdere troppi clienti (Steer Davies Gleave, 2006, qui). Per rimanere competitive le compagnie aeree hanno diminuito i prezzi dei lori biglietti (Steer Davies Gleave, 2006, qui); in alcuni casi esse hanno abbandonato la tratta aerea  (vedi ad esempio Londra/Parigi), mentre in altri hanno preferito mantenere la frequenza dei voli e diminuire il numero di posti disponibili (Behrens, Pels 2012, qui).

La libertà di azione delle compagnie ferroviarie è però soggetta alla concorrenza delle compagnie aeree low cost. L’entrata di quest’ultime sul mercato, a seguito della liberalizzazione del trasporto aereo, ha costretto sia le compagnie aeree di bandiera, che le ferrovie a rivedere la propria politica dei prezzi. (Antes, Friebel, Niffka, Rompf 2004, qui).

Aerei e treni sono presi in considerazione per tragitti al di sotto dei 1000km. I due mezzi competono specialmente nelle distante tra i 400 e gli 800 km (Rothengatter 2011, qui). Se parliamo di tempistiche, invece, i viaggi su rotaia di 2.5/3 ore competono con i voli di un’ora (C. Román, J.C. Martín 2014, qui).

Viaggio spesso su queste distanze, ma non percepisco il treno come una valida alternativa all’aereo (o all’auto). Principalmente perché trovo che il prezzo del biglietto non sia competitivo. E mi sono sempre chiesta come possa essere che un mezzo di trasporto, spesso sovvenzionato dallo Stato, sia così costoso rispetto alle alternative.

Questo è il primo post di una serie dedicata a risolvere questo mistero. Non cambiate canale!

 

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