Economia digitale: privacy, concorrenza e protezione del consumatore

Economia digitale, economia dei dati, economia degli algoritmi, scegliamo pure il termine che preferiamo, ma il concetto di base sempre quello è: “Data is the new oil” (“I dati personali sono il nuovo petrolio”). Il problema è che le aziende si sono accorte di questa nuova miniera d’oro già da tempo. Mentre, i proprietari dei dati, cioè noi, ancora siamo poco consapevoli della cosa.

Quali benefici (o svantaggi) deriveranno dalla rivoluzione digitale in atto sarà diretta conseguenza dell’(ab)uso da parte di aziende, e singoli individui, di questa nuova risorsa.

Perchè l’economia digitale contribuisca ad aumentare il benessere collettivo è essenziale trovare il corretto equilibrio tra un utilizzo dei dati personali, in linea con i principi di legge, e l’innovazione necessaria per creare nuovi prodotti e servizi. E’ necessario  comprendere come diritto alla protezione dei dati personali, diritto della concorrenza e i diritti dei consumatori possano interagire per aiutarci a fare un passo in questa direzione.

Internet e BigTech siamo noi

In questi tempi di Coronavirus molti ringraziano Google, Netflix, Amazon, Facebook e il resto della tecnologia perché ci intrattengono, ci permettono di lavorare, di rimanere connessi con il mondo esterno, insomma, rendono più sopportabile l’eremitaggio forzato.

Ma ricordiamoci che non è tutto oro quello che luccica. Il nostro interesse e quello dei Giganti del Web sono totalmente opposti. Noi vogliamo una tecnologia neutrale, al nostro servizio, che ci protegga dalle discriminazioni e dagli errori umani, e sotto il nostro controllo. Le società mirano a massimizzare il ritorno economico degli investimenti fatti.